10 trucchi per creare un podcast efficacemente.

 

Sei un appassionato di podcast e stai pensando di crearne uno, ma sei in un’impasse, non sai da dove cominciare?

Ci sono passato anch’io.

Avrei tanto voluto trovare una guida come quella che sto per pubblicare all’epoca, ma ne ho trovate troppe (!) e questo ha ulteriormente rallentato la mia partenza.

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Commettendo una serie di errori, ho potuto distillare quelli che sono, a mio parere,  i 10 passaggi fondamentali per poter diventare podcaster.

Ad oltre un anno di pubblicazione del mio podcast Parola di Life Coach lascia che condivida con te 10 segreti:

 


1) Scegli il tema del podcast.

Sembrerà banale, ma se non hai le idee chiare su questo, sarà molto difficile partire.

Quali sono le tue expertise/passioni? Di cosa ti occupi? Cosa studi?

Queste sono alcune delle domande che ti aiuteranno a dare inizio a questa avventura.

Non essere generico nelle risposte.

 

2) Qual è il tuo pubblico di riferimento? In poche parole, a chi parlerai? 

Questa domanda è fondamentale. E’ importante avere chiara la nicchia di pubblico alla quale rivolgersi per poter creare una community. Questo ti aiuterà ad individuare i temi e gli argomenti e soprattuto a definire il linguaggio da adottare.

Per esempio, se parli di software e il tuo pubblico è composto da esperti, potrai utilizzare un linguaggio tecnico e dare per scontati una serie di passaggi, viceversa se ti rivolgi a dei principianti sarà necessario partire dalle basi spiegando ogni termine tecnico.

 

3) Con quale cadenza pensi di pubblicare? Un episodio al mese? Due? Quattro?

Non esiste una regola per questo, se non quella di essere constante e puntuale. Il tuo pubblico ha bisogno di sapere quando esce il nuovo episodio, in quale giorno e a che ora.

Io ho optato per un episodio settimanale.

 

4) Crea un piano editoriale. 

Programma, produci ed edita (vedi punto 6) con anticipo gli episodi del podcast. 

In ambito marketing e social media sono in tanti a partire sull'onda dell'entusiasmo, ma in pochissimi quelli che continuano la marcia con costanza. Avere una buona programmazione, ti aiuterà a far crescere il tuo podcast.

 

5) Strumentazione. 

Quello che ti serve è un microfono e ovviamente un computer. Di microfoni ce ne sono tantissimi. 

Io ti suggerisco due opzioni:

  1. microfono USB. É la soluzione più pratica ed economica. Ce ne sono di diverse marche. Ecco due modelli: RODE PodMic (100 euro c.ca) o Rode NT-USB (150 euro c.ca)
  2. microfono a condensatore. Sono come quelli usati in radio e sono molto sensibili ai rumori esterni. Offrono una migliore qualità e richiedono una scheda audio che s’interfacci con il computer. Io uso questo: Rode NT-1A (160 euro c.ca) + Scheda audio FOCUSRITE Scarlett 2i2 (150 euro c.ca). A questo dovete aggiungere uno stativo (porta microfono) e una filtro pop up per quando pronuncerete le “p” e le “b”. 

Puoi partire con la prima soluzione ed eventualmente migliorare la tua strumentazione man mano. 

L'audio è l'elemento fondamentale del podcast.
Un consiglio spassionato: qualunque microfono e relativi accessori tu scelga, non comprare mai quelli più economici o ti ritroverai a spendere ulteriori soldi.
Esperienza personale!

Cerca di restare su una fascia di spesa medio/alta.

 

6) Editare l’audio.

Ci sono una serie di programmi gratuiti che puoi utilizzare per tagliare ed ottimizzare l’audio.

Puoi scaricare Audacity, un ottimo software gratuito o, se hai un Mac, usare GarageBand.

Dopo aver effettuato gli opportuni tagli e correzioni per una veloce equalizzazione io utilizzo Auphonic che ti offre 2 ore gratuite al mese di equalizzazione. 

Ti basterà caricare l’audio per poterlo poi riscaricare già equalizzato.

Auphonic prevede anche estensioni a pagamento.

 

7) Caricare l’audio sulle varie piattaforme.

Ci sono diverse soluzioni, io personalmente utilizzo Buzzsprout. 

Anche qui trovi un piano gratuito ed altri a pagamento. Io utilizzo quello di 12 dollari mensili. 

Buzzsprout ti dà la possibilità di caricare, attraverso un unico download, il podcast su diverse piattaforme tra cui Spotify, Apple Podcast e Google Podcast. Ti offre anche statistiche e la possibilità di poter embeddare il podcast sul tuo sito e di creare dei soundbite, cioè degli estratti da poter utilizzare sui vari social, per es. su Instagram.

Avendo un canale YouTube, creo anche un file video con immagine fissa, e carico il podcast anche là. 

 

8) Abbi pazienza.

Se crei contenuti di qualità, i risultati non tarderanno ad arrivare. Molti dei miei clienti provengono dal mio podcast Parola di Life Coach. Concentrati sui contenuti e non sui numeri.

 

9) Voce.

Qui entriamo in un ambito molto delicato. Lascia che ti dica una cosa da public speaking coach: creare audio è solo questione di tecnica e di pratica. Non importa se hai un accento più o meno marcato o una voce più o meno radiofonica.

Certo, avere una buona preparazione in ambito di public speaking sarebbe di grande supporto, ma come in ogni attività la pratica rende maestri!

Hai tre soluzioni:

a) Allenarti da sol* (costo zero - possibili risultati nel medio lungo termine)

b) Seguire dei corsi, dal vivo oppure online - hey su Udemy trovi i miei corsi, se vuoi, ma non sono qui per vendere (costo basso - risultati nel breve medio termine)

c) Assumere un coach e iniziare un percorso personale (costo alto - massimo del risultato in tempi brevi)

 

Sono tre soluzione che, come vedi, hanno prezzi diversi, ma come ben sai investire in crescita personale è sempre una buona scelta.

 

10) Monetizzare sì o no?

Come per YouTube è possibile aderire ad un programma di monetizzazione. 

Qui siamo nell’ambito della scelta personale. Io ho deciso, al momento, di non avere nessun annuncio. 

Tieni conto che per poter guadagnare hai bisogno di grandi numeri e che la pubblicità potrebbe compromettere la crescita del podcast. Insomma, il gioco non vale la candela. Non al momento.

 

Spero che questa guida possa aiutarti a creare il tuo podcast con facilità.

Per ognuno degli argomenti elencati, troverai tutorial, articoli, audio un po’ ovunque.

Se lo ritieni, approfondiscili pure, ma al di là delle scelte personali, queste sono le linee guida da seguire.

 

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Analizzeremo quattro motivi che spingono chi ci circonda a scoraggiarci dal miglioramento personale.

In questo video faremo una riflessione su quello che gli amici ci dicono ogni volta che decidiamo di accettare nuove sfide e uscire dalla nostra comfort zone.

Quando diciamo “la gente penserà male di me che” stiamo usando la parola generica “gente”. Ma a chi ci riferiamo realmente?

Spesso parliamo di chi ci circonda e cioè dei nostri amici e conoscenti vari. Il mondo del lavoro e la vita in generale ci pongono sempre di fronte a nuove sfide.

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Se lasciamo campo libero alle nostre paure ed insicurezze, saremo sempre in balia degli eventi.

Vuoi avere self-confidence? ti piacerebbe poter essere più sicuro di te stesso, avere maggiore consapevolezza e non essere vittima del panico tutte le volte che ti trovi di fronte ad una nuova sfida, come quella appunto di progredire nella tua carriera?

Allora analizziamo insieme quattro motivi che rischiano di ostacolare il tuo processo di crescita personale.

 

1 Affetto

Se comunichi agli amici una scelta che entra in contrasto con il mondo di affetti che vi lega, come per esempio la decisione di andare a vivere all’estero, che quindi prevede distanza, nostalgia e mancanza, alcuni tuoi amici potrebbero scoraggiarti giocando, inconsciamente e inconsapevolmente, sulle tue paure e ansie.

La paura di dover imparare una lingua straniera, di dover adattarsi ad una nuova città, al meteo, al cibo.

La tua motivazione personale deve essere superiore per poter superare questi ostacoli. Puoi affrontare questa difficoltà da solo o con l'aiuto di un life coach.

 

2 Fiducia

I tuoi amici ti conoscono nel tempo libero, nel tuo dopo lavoro, nel momento di svago.

Non conoscono la parte di te in grado di prendere responsabilità e di portare aventi il proprio lavoro.

Quella motivata, quella che non si ferma al primo ostacolo ma che procede con self-confidence e determinazione. ùù

Conoscendo solo il lato ludico di te, potrebbero tendere a preservarti da paure e delusioni.

 

3 invidia

E’ uno dei sentimenti più negativi in assoluto. La tua realizzazione personale potrebbe mettere in luce le frustrazioni i fallimenti di altri, gli stessi che ti scoraggeranno dall’affrontare nuove sfide.

Challenge yourself and don’t give a s**t about them, “non ti curar di loro e passa”, come scrive Dante Alighieri ne La Divina Commedia

 

4 Auto condizionamento

Ognuno di noi ha un dialogo interno, una voce che continuamente gli parla. Spesso diamo a questa voce una personalità in grado di condizionare le nostre azioni.

Questa voce potrebbe essere quella, sempre e solo nella tua testa, di un tuo amico.

La paura di perdere identità e reputazione, valori attribuitici da altri, come dice il filosofo Galimberti, potrebbero prevalere sulle tue decisioni e condizionarle in peggio.

Ma attenzione, stai pensando quello che gli altri pensano di te, il che è un ossimoro. Non puoi leggere in realtà il pensiero di terzi.

Ancora una volta hai necessità di lavorare sulla tua personalità e di accrescere la fiducia in te stesso per poter superare questa ulteriore sfida.

 

Se vuoi evitare questi problemi, e al tempo stesso hai bisogno di condividere delle scelte con qualcuno, un life coach potrebbe essere quello che fa al caso tuo.

Il coach non è un amico, ma un estraneo che non essendo coinvolto emozionalmente nelle tue scelte, può aiutarti a chiarire i tuoi obiettivi, a definire dei gaol e a farti uscire dalla comfort zone.

Gli amici sono importanti, ma spesso amici e business devono essere ben distinti e stare lontani.

 

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Hey coach, ma come devo muovermi sul palco?

A meno che tu non sia un navigato public speaker o un attore professionista, ti sarai sicuramente post* questa domanda!

E allora lascia che ti sveli alcuni segreti d'attore!

Per regole intendo come stare e muoversi sul palco, di fronte ad un pubblico durante le tue presentazioni.

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Sono delle regole semplici e precise che renderanno i tuoi speech sempre più efficaci. Andiamo a vedere di cosa si tratta.

Nella vita siamo abituati a muoverci on naturalezza. Se devi svolgere una qualsiasi azione ti rechi in un posto e la fai, con estrema semplicità. Il problema sorge quando sei sul palco o peggio davanti ad una telecamera.

Ti svelo ora i tre segreti fondamentali dell’arte di parlare in pubblico su un palco. Premetto che sono un attore professionista dal 1996 e che ho quindi una certa esperienza in merito.

Numero 1 - stai ferm*.

Non c’è cosa peggiore che il vedere una persona muoversi avanti e indietro senza senso su un palco. Questo denuncia scarsa professionalità e scarsa sicurezza in se stessi.

La paura, l’ansia e la timidezza ti portano a fare movimenti non giustificati e il risultato è che il tuo speech risulti poco chiaro. 

Impara a stare fermo, come fossi uno sceriffo in un duello di un film di Sergio Leone. Avrai notato che quelli di Ted Talk utilizzano un tappeto rosso come indicatore di postazione per i vari oratori proprio per evitare che cominciano a passeggiare senza senso.

Devo dire che il team di Ted ha avuto un’idea geniale.

Concentrati sulla tua postura, si aperto al pubblico, ma please, non passeggiare on stage!

Numero 2 - recati da un punto A ad un punto B.

A to B è un concetto fondamentale. Quando sentirai l’impulso di muoverti, va da un punto A ad un punto B con decisione precisa. A è il punto di partenza, B è il punto d'arrivo.

Numero 3 - PNF, Past, Now, Future.

Immagina di avere tre punti sul palco:

il primo sulla destra (dal punto di vista del pubblico) rappresenta il passato e qui parlerai di una tua esperienza passata, dell’inizio del tuo story telling;

Il secondo punto indica il presente e si trova la centro della scena. Qui ci parlerai della tua situazione attuale, del tuo qui ed ora;

L'ultimo punto che rappresenta il futuro. Qui ci parlerai della continuazione del viaggio, dei tuoi obiettivi, dei tuoi sogni.

Come vedi questo è un modo creativo per utilizzare lo spazio e per fare in modo che sia un ulteriore elemento di dialogo tra speaker e audience.

Esercitati e vedrai che le tue conferenze avranno un altro effetto. Mostrerai di essere un professionista che sa essere a suo agio quando fa public speaking.

Iscriviti al mio canale Youtube Carlo Loiudice Coach per scoprire altri segreti del parlare in pubblico!

 

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Non realizzare un goal è molto più dannoso di quanto si possa credere.

Sono tanti i goal prefissati e mai raggiunti e che riguardano le diverse sfere della vita: lavoro, produttività, salute, affetti, viaggi, sport, dieta, finanza, studio...

Una serie di obiettivi che finiscono nel dimenticatoio, lasciando uno strascico di frustrazione ed ansia che non fa altro che rafforzare credenze limitanti, senso d'inconcludenza e minare la fiducia in se stessi.

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Ma niente paura, sono qui per darti un buon consiglio da coach!

Darsi obiettivi è fondamentale. Non procrastinare e rispettare i propositi lo è ancora di più. In questo video ti parlerò di SMART Goal, cioè di come fissare obiettivi in maniera intelligente.

S.M.A.R.T. è un acronimo inglese che sta per Specific, Measurable, Achievable, Relevant, Time Bounded, ovvero Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Rilevante e Limitato nel tempo.

Analizziamo questi termini uno alla volta. Pratica quanto ti dirò e vedrai crescere la tua produttività e di conseguenza la tua motivazione e la tua autostima impennarsi notevolmente.

S - Specific/Specifico.
Designa obiettivi in maniera specifica. Dire vorrei migliorare la mia salute non basta. Chiediti “che cosa intendo” per migliorare la mia salute? Dimagrire. “Cosa intendi per dimagrire”? Perdere trenta chili. Bene, bravo. Questo è un obiettivo specifico.
"Conoscere il vostro obiettivo è la chiave fondamentale per raggiungerlo". (Anthony Robbins)

M - Measurable/Misurabile.
Il goal deve poter essere misurabile per poter tenerne sotto controllo il progresso. Se il goal fosse “correre una maratona di 30 chilometri” devo avere una schedule di allenamento giornaliera o settimanale con i vari chilometri da percorrere durante l’allenamento.

A - Achievable/Raggiungibile.
Sognare è importante, ma bisogna imparare a farlo con i piedi per terra. Se il mio desiderio fosse quello di andare a vivere su Nettuno, dovrei interrogarmi e valutare la fattibilità di esso. Non essere troppo clemente con te stesso. Michelangelo Buonarroti diceva “Il più grande pericolo per molti di noi non sta nel fatto che i nostri obiettivi siano troppo elevati e quindi non riusciamo a raggiungerli, ma nel fatto che siano troppo bassi e che li si raggiunga." e Anthony Robbins dice "obiettivi limitati equivalgono a esistenze limitate, ragion per cui fissatevi gli obiettivi più alti possibili".
Punta in alto, sii ambizioso, accetta qualche sfida ardua, ma senza esagerare.

R - Relevant/Rilevante.
Simon Senek nel suo libro Find Your Why ci parla dell’importanza di avere un proprio “perché”, motore di ogni nostra azione. Chiediti perché vuoi raggiungere questo goal. Quanto importante per te sia il tuo buon proposito. Se non trovi una risposta a questa domanda, forse è il caso di rivalutare il tuo goal. Forse non è il caso di investire risorse ed energia che potresti dedicare ad altro.

T - Time Bounded/Limitato nel Tempo.
Quando, in quale giorno e che ora il tuo goal potrà essere definito come raggiunto? Determina una date di fine, una deadline, una scadenza e determinala in maniera precisa e specifica. Prendiamo i famosi propositi per il 2020 o per il nuovo anno in generale. Dire “l’anno prossimo” non è considerabile una scadenza. Dire il 30 Aprile alle ore 12:30 è una deadline precisa e imprescindibile.

Ultimo consiglio da coach è quello di designare i goal partendo proprio dalla data di scadenza e di determinare man mano le varie tappe necessarie per raggiungerli.

Scrivi tutto nero su bianco, possibilmente su agenda e calendario (anche online va bene) e vedrai, in questo modo, incrementare sempre più la tua produttività.

Segui anche gli altri miei contenuti, contattami, e continua così sulla strada del miglioramento personale.

 

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Il life coaching è davvero utile? E' un investimento? Sei scettico?

Sono un transformational coach ed ho potuto in prima persona, sulla mia pelle, provare i benefici del life coaching.

Ma cerchiamo di capirlo insieme.

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Se ne sente parlare molto negli ultimi anni. Su Netflix puoi addirittura trovare un documentario dedicato a Tony Robbins che si intitola "I'm not your guru".

Ogni coach ha un suo metodo e una sua filosofia e non tutti devono per forza piacerti.

La cosa rilevante, a mio parere, è che singoli, aziende di ogni dimensione, professionisti e non solo abbiano compreso l'importanza della figura del coach. 

Il coach ti permette di fare chiarezza sulla tua situazione attuale, sulle tue paure, le tue ansie e fa in modo che tu possa smettere di procrastinare e finalmente raggiungere obiettivi in tutte le sfere della tua vita. Coaching significa investimento di tempo e denaro, presa di impegno con se stessi. Il coach è più di un motivatore.

Il coach è illuminante.

Tramite un processo di ascolto, osservazione e domande riesce a farti osservare la realtà da nuove e diverse angolazioni.

Ed ecco che i problemi diventano sfide, i giudizi si scoprono essere auto-giudizi e le credenze limitanti vengono a galla.

Cresce la sicurezza in se stessi e la trasformazione prende atto.

 

Se vuoi saperne di più, contattami pure.

 

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