Comincia bene la giornata

Ecco un segreto per far sì che le tue giornate comincino in maniera positiva.

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Mettersi nei panni dell’altro, quindi stabile una connessione empatica, è sempre di grande aiuto.

Come vi sentireste (o vi sentite perché forse vi capita spesso) se le persone vi dicessero “ma come sei ingrassato”, “come sei pallido”, “ma come ti sei vestito male stamattina”, etc.

Provereste probabilmente rabbia, frustrazione, sconforto. Nella migliore delle ipotesi indifferenza, ma di certo nulla di positivo.

Per evitare che le altre persone, provino nei vostri confronti i sentimenti di cui sopra, dovete assolutamente evitare questo tipo di atteggiamento nei confronti di familiari, amici, colleghi. Al contrario! Sorprendenteli con qualche piccolo complimento e notate le reazioni.

Vedrete come sarete accolti con più fiducia, con un sorriso.

E’ la famosa legge secondo la quale l’universo ci restituisce quello che doniamo.

Fantozzi, l’amato e paradossale personaggio di Paolo Villaggio, era vittima di tutte le angherie del mondo e vittima anche dell’universo. Quando gridava il suo nome in una valle, la stessa eco gli rispondeva “merdaccia!”.

 

Se volete che gli altri siano ben disposti nei vostri confronti, siatelo voi per primi nei loro.

 

Vedrete, successivamente, come stabilire canali comunicativi efficaci diventerà molto, ma molto più facile.

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A cosa servono le emoticon

Non usare le emoticon può essere molto sconveniente. Vediamo perché.

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Nate negli anni ottanta, le emoticon sono entrate a far parte del nostro modo di comunicare.

 

Le e-mail hanno quasi del tutto sostituto la posta cartacea, le chat di Facebook, Messanger, Instagram e Whatsapp impegnano gran parte della nostra giornata. Le usiamo per piacere, ma anche per lavoro.

 

E' un modo di comunicare è velocissimo, in tempo reale e spesso ci impegna in maniera multipla: mentre mandi un’e-mail, rispondi tramite whatsapp e ricevi, allo stesso tempo, un messaggio su Instagram!

 

La comunicazione multipla e in tempo reale va a discapito della comprensione e dell’interpretazione del messaggio, le quali sono affidate sempre al ricevente.

 

Facciamo un esempio: Laura scrive in maniera scherzosa a Marco “non mi va di vederti stasera” e questi interpreta il messaggio in maniera seriosa o addirittura cattiva.

 

Come evitare tutto questo? Utilizzando l’emoticon. Se Laura avesse scritto “non mi va di vederti stasera “ seguito da una faccina sorridente che fa la linguaccia, Marco avrebbe senz’altro capito che si trattava di uno scherzo.

 

Un messaggio breve, quindi non articolato, privo di argomentazioni, introduzioni o spiegazioni viene filtrato dal ricevente, il quale darà al messaggio un suo personale significato che non sempre ha valore oggettivo.

 

Se il ricevente è di pessimo umore, per esempio, potrebbe come nel caso di Marco, fraintendere le vostre buone intenzioni.

 

Quando parliamo possiamo utilizzare il linguaggio non verbale e paraverbale

, ma di certo non possiamo farlo con un messaggio scritto e di poche centinaia di caratteri.

 

Una faccina, un animaletto, un cuoricino diventano messaggeri di emozioni.

 

Le emoticon sono uno strumento da usare consapevolmente. Non farne economia!

 

Ci sono anche emoticon che diventano una vera e propria firma.

 

Qual è la tua?

 

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Contenuto o forma

“Non è importante cosa dici, ma come lo dici”, sarà vero?

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La forma serve a rendere percettibile il valore di un oggetto o in questo caso di un discorso.

Come esseri umani percepiamo, attraverso i sensi, un contenuto tramite la forma.

Alcune aziende anno fatto del packaging, l’involucro contenitore, una vera è propria arte, spesso anche a discapito dell’ambiente.

Quando ero a New York, non lo dimenticherò mai, sono rimasto sconvolto dalla quantità di plastica utilizzata per il cibo d’asporto. Pareva che dovesse essere bello piuttosto che buono e, la maggior parte delle volte, era proprio così!

Forma e contenuto sono efficaci quando sono uniti tra loro da un legame forte.

Si pensi alla Apple: unisce innovazione tecnologica e affidabilità a forme accattivanti (packaging compreso). Oppure a marchi come Ferrari, Lamborghini o ai vari profumi. Una bella bottiglietta deve contenere un’essenza accattivante.

La forma esalta il contenuto a patto che quest’ultimo abbia sostanza. Questo crea un rapporto di fiducia, nel tempo, con chi ti ascolta.

Per quanto mi riguarda, il lavoro sul contenuto è imprescindibile. Per poter parlare bene in pubblico, bisogna studiare e prepararsi per bene. Avere, insomma, qualcosa interessante da dire. Il “come” subentra in un secondo momento.

Se non sai come dire qualcosa, prescindendo da quanto interesse essa possa suscitare, non ti ascolterà nessuno e la tua fantastica idea rimarrà chiusa in un cassetto senza avere alcun impatto sulla società.

Devi lavorare sul contenuto e dargli forma. Questo è il segreto.

Attraverso le tecniche di public speaking riuscirai ad esprimerti al meglio, ma ricorda e te lo ripeto, non tralasciare mai il “cosa” stai dicendo.

A tal proposito, interrogati sempre con un segreto “e quindi?” Alla fine di ogni concetto espresso.

Ho scritto questo post e quindi? Cosa volevo dire?

Che va bene migliorare la forma fino a trovare quella giusta, ma che il senso di quello che dici è fondamentale.

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Come fare le presentazioni

Le feste sono le occasioni migliori per poter conoscere nuova gente e, spesso, per consolidare rapporti sociali.

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Festeggiare un compleanno, per esempio, potrebbe essere un’ottima strategia per porsi in una posizione di vantaggio, quella di “padrone di casa”.

Questo comporta però degli oneri e delle particolari attenzioni, soprattutto quando si deve introdurre un nuovo ospite.

Tra un cocktail ed un altro, ti capiterà di dover fare le presentazioni. E’ per tanto necessario seguire alcune semplici regole.

Chi presentare prima?

Il galateo in questo casi ci viene in soccorso. La regola prevede, infatti, che la persona meno importante venga presentata a quella più importante; che l’uomo venga presentato alla donna - un po’ fuori moda, ma utile in certi contesti formali; e che la persona più giovane venga presentata alla quella più anziana.

Fin qui tutto bene, ma non basta.

Limitarsi a dire: “Gianna ti presento Alfredo”, potrebbe lasciare i due ospiti muti e in una situazione di totale imbarazzo!

Come evitare questo spiacevole inconveniente?

Aggiungendo qualche informazione in più, dopo che si è detto il nome, che possa stimolare la conversazione. Per esempio: “Gianna ti presento Alfredo, è nuovo in città e viene da una delle zone più belle d’Italia, dalle Alpi. Ha appena pubblicato un catalogo fotografico sulle Dolomiti… “.

In questo modo Gianna avrà un argomento di conversazione e l’imbarazzo tra i due scomparirà.

Fare delle buone presentazioni farà di te un buon ospite e i tuoi party potrebbero, nel tempo, diventare degli appuntamenti ai quali sarà impossibile rinunciare.

Ora che conosci anche questo piccolo trucco, organizza subito una festa di compleanno!

PS

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Esercitati tutti i giorni

La pratica costante è la chiave del successo.

Se vuoi imparare qualcosa, devi mettere in pratica le competenze acquisite. Come?

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Quando andavo a scuola elementare, il maestro ci faceva compilare pagine e pagine di lettere per poi passare alle parole e poi ai dettati. Attraverso questo processo, lungo, ripetitivo ed a volte noioso, gli alunni imparavano a scrivere.

 

L’arte del parlare in pubblico richiede la stessa dedizione. Ti starai chiedendo: non avendo tutti i giorni conferenze, colloqui o riunioni, quando poterti esercitare.

Tutte le volte che, nell’arco della giornata, parli con qualcuno.

 

“E’ impossibile non comunicare” diceva Paul Watzlawick. Si comunica nel momento in cui si entra in un luogo o addirittura stando immobili alla fermate del bus. Si comunica prima di cominciare a parlare. Ogni momento della tua giornata è, quindi, un’occasione per praticare e per migliorare.

 

Pensa ai centometristi. La loro gara consiste nel percorre nel minor numero di secondi possibile 100 metri di pista, ma per poter ottenere quel risultato, si allenano per chilometri e chilometri tutti i giorni.

Allo stesso modo, un discorso di venti minuti, per esempio, richiede ore e ore quotidiane di pratica

.

Per poter far sì che questo processo diventi sempre più efficace, devi investire risorse, tempo e concentrazione ed essere in continuo allenamento ti sarà di grande aiuto.

 

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