Effetti del lamentarsi continuamente

Avevo una bici da corsa, l'avevo chiamata "Dama Bianca" come l'amante di Fausto Coppi.

Era piccola per me e mantenere l'equilibrio su di essa non era facile.

Mi era stata regalata da alcune amiche italiane e spagnole.

 

 

Una notte a Berlino rientrando a casa da Mitte - allora abitavo a Prenzlauerberg - ho infilato la ruota anteriore nel binario del tram e... baaam ho fatto un volo!

Fortunatamente non ho urtato la testa ma solo la spalla, molto forte, senza rompermela.

Ho avuto difficoltà ad alzare il braccio in maniera completa per circa un anno.

 

Al momento della caduta ho emesso un grido di dolore e dei passanti mi hanno aiutato a rialzarmi.

Ho sentito il bisogno di lamentarmi perché avevo bisogno di ascolto, di coccole, dopotutto a questo serve il lamento.

 

 

Quello di cui parlerò è, invece, un altro tipo di lamento, quello cioè continuo e fine a se stesso, paralizzante.

Parlo dell'eterno lamentarsi del mondo esterno, della società, del progresso, del Sistema, del passato, del futuro...

Ritengo che nel medio/lungo termine esso sia un atteggiamento immaturo e dannoso al tempo stesso.

 

Il lamentarsi continuamente offre dei vantaggi:

1 libera il lamentoso da ogni responsabilità

2 lo eleva a rango di "puro", cioè di colui che non ha nulla a che fare con questo mondo

3 lo rende eterna vittima innocente

4 lo pone sempre al centro di attenzioni tanto che spesso monopolizza le discussioni.

 

Ma attenzione, il prezzo da pagare è la perdita di credibilità perché le persone mature sanno:

1 che le responsabilità non possono essere solo e sempre degli "altri"

2 che siamo esseri complessi e che nessuno è detentore della verità assoluta

3 che è necessario riconoscere i propri errori e prendersene la responsabilità

 

3 che bisogna avere rispetto delle difficoltà altrui e ascoltare anziché anteporre sempre il proprio dramma personale

 

Allora la soluzione dov'è?

Nel mettere i piedi per terra, raccogliere i cocci, rimettersi in bici e pedalare.

E con questo intendo:

1 dare uno spazio minimo necessario al lamento

2 prendersi le proprie responsabilità

3 valutare i punti di vista dell'altro

4 abbracciare la complessità del mondo

5 passare all'azione.

 

Il mondo è pieno di pretesti per lamentarsi, ma è altrettanto pieno di opportunità da cavalcare.

 

Parola di Life Coach